PHILOSOPHIZING SLOWLY – MERITIAMO UN’ALTRA UNIVERSITÀ

– Drastica riduzione dell’offerta formativa

– Piano di studi rigido e chiuso, strutturato sul modello delle facoltà scientifiche

– Corsi d’esame frequentabili vincolati all’anno di immatricolazione

Questo è ciò che le riforme degli ultimi anni hanno prodotto nel dipartimento di filosofia: in pratica un corso di laurea bloccato, obbligato e sostanzialmente svuotato di senso.

E dopo i danni, la beffa: se per anni gli studenti sono riusciti a mantenere aperti degli spazi di libertà e di ricerca nel proprio percorso di studi, grazie alla possibilità di verbalizzare un esame sostenuto con un professore afferente ad un’altra cattedra, oggi, in seguito a una seduta di consiglio di dipartimento farsa, senza la presenza di rappresentanti degli studenti, si è deciso di impedire anche questa pratica.

Un campo di studi vasto ed eterogeneo come la filosofia viene quindi ridotto a un percorso obbligato e informato da criteri inadeguati e avulsi dalla materia.

Di fronte a provvedimenti di questo tipo, sorgono spontanee delle domande: abbiamo scelto questa facoltà per studiare filosofia o per accumulare crediti in vista di una laurea? Crediamo che filosofia voglia dire libera ricerca sui problemi che noi, ognuno di noi, riteniamo fondamentali per il nostro percorso o accettiamo che sia una grigia tabella burocratica a decidere per noi cosa studiare?

In seguito al susseguirsi di queste gravi decisioni, prese senza consultare affatto gli studenti,  e per rispondere a queste domande, sentiamo l’urgenza di convocare un momento di discussione ampia e partecipata per decidere insieme come rispondere a questo ennesimo e forse definitivo attacco alla libertà dei nostri percorsi di studio.

Chiamiamo quindi un’assemblea pubblica per mercoledì 21 maggio alle ore 15 in aula 2

Assemblea di Filosofia – Aula XV

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NON VERBALIZZANO PIU’ ESAMI SOSTENUTI CON ALTRI PROFESSORI: COSA E’ SUCCESSO?!?

piani studioNegli ultimi anni nel dipartimento di filosofia, a seguito delle riforme dell’università e dei nuovi ordinamenti didattici che ad esse si conformano, abbiamo assistito ad una sostanziale modifica dei piani di studi, che va nella direzione di una omologazione strutturale dei percorsi formativi con l’applicazione di griglie e criteri propri delle facoltà scientifiche, ignorando volutamente le specificità dei diversi ambiti di ricerca e le rispettive esigenze di studio.

Il problema principale è il vincolo dei piani di studi ai corsi attivi nell’anno di immatricolazione che taglia l’accesso all’offerta formativa elargita nei successivi due anni, cosa che in passato ha anche costretto diversi studenti a sostenere esami da non frequentante. Tale struttura rigida, concepita inizialmente per le facoltà scientifiche, è assolutamente inadeguata per un percorso di studio di tipo umanistico.

Infatti, per fare un esempio, se ad ingegneria il programma di analisi 1 è sempre lo stesso a prescindere dal docente di turno e pertanto viene riproposto di anno in anno, a filosofia ogni ambito disciplinare ha docenti e programmi variabili per conservare una qualità di studio della materia che non sia totalmente licealizzata in programmi manualistici standard. Continua a leggere

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Autoformazione 2014 – Global university. Nuovi orizzonti della ricerca e della formazione tra sapere e potere

Seminario uni

Il seminario di autoformazione interfacoltà di quest’anno, dal titolo “Global University. Nuovi orizzonti di ricerca e formazione tra sapere e potere”, parte dall’esigenza di analizzare i cambiamenti che hanno investito l’università contemporanea a partire dalla crisi economica globale e la conseguente nuova gerarchizzazione dei saperi in base a criteri di utilità ed efficienza.

In questa prospettiva, partiremo dalla contestualizzazione storica ed economica della crisi finanziaria, per poi indagare i nuovi meccanismi di governance che determinano la gestione delle risorse all’interno delle università tramite sistemi di esclusione che vengono giustificati come strumenti “neutri” di valutazione e criteri “oggettivi” di merito. Continua a leggere

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White Christmas, Black Power

“Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid!” (Nelson Mandela, 1980).

“Nelson Mandela should be shot” (Teddy Taylor MP, 1980).

 THATCHER-MANDELA-770x481In questi giorni di commemorazione per la morte di Nelson Mandela abbiamo assistito alla passerella di importanti politici e leader mondiali impegnati in una stucchevole gara all’esaltazione e all’elogio incondizionato del primo presidente nero del Sudafrica.

Una grande luce si è spenta. Mandela è stato un eroe del nostro tempo”, così, ad esempio, si è espresso il premier britannico David Cameron, membro del partito conservatore; lo stesso, detto tra parentesi, alla guida del quale, negli anni del carcere di Mandela, fu la Lady di Ferro Margaret Thatcher, accanita sostenitrice dell’apartheid e per la quale il leader nero era niente meno che un “terrorista”.

Significativo pensare che fino al 2008 l’ANC (African National Congress), il partito di Mandela, è stato presente nella Watch List governativa americana sulle organizzazioni terroristiche.

Mandela, a differenza del ritratto riconciliatore che ne viene fatto oggi dai media mainstream, non era affatto un “Gandhi africano”. Continua a leggere

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FRATI VATTENE!

Nella giornata del 12D lo scenario è questo: una città universitaria militarizzata, una zona rossa presidiata da decine di blindati per proteggere Letta e Napolitano invitati insieme ad altri esponenti del governo ad un convegno sulla green economy. Ma sono i fatti, che ,più di mille parole, illuminano la scena: se a Torino la polizia solidarizza con i manifestanti del cosiddetto “movimento” dei forconi, a Roma carica con violenza gli studenti, inseguendoli all’interno della città universitaria. Scene che non si vedevano dal 1996, quando Napolitano, era ministro dell’Interno…

Dopo essersi vigliaccamente sottratto alle legittime contestazioni portate venerdì nell’aula magna del rettorato dagli studenti, Luigi Frati in questa intervista difende l’operato delle forze dell’ordine, senza però assumersene la palese responsabilità.

<<La questura ha fatto sapere che gli agenti del Reparto mobile sono intervenuti per respingere i manifestanti “previe intese con il rettore” >>

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Canzoni per i sordi

qotsaWhere the poetry seems to be is when you start in the dark and reach for the light” 

Josh Homme

It’s ok to not be macho, but it’s not ok to be a pussy“. Questa frase riassume bene l’approccio alla vita e alla musica di Josh Homme, gigantesco cowboy originario di Palm Desert, nella California meridionale vicino al confine con il Messico. Homme è noto per essere cantante, chitarrista, fondatore nonché unico membro fisso dei Queens of the Stone Age, una delle band più importanti e, verrebbe da dire, leggendarie degli ultimi vent’anni.

La musica dei Qotsa rifiuta completamente l’estetica da macho tipica della tradizione hard rock, pur essendo impregnata di distorsioni valvolari, riff schiacciasassi e psichedelia. Non è insomma una musica “per fighetti”, o come direbbe Josh, “pussyes”, termine che ovviamente non và riferito all’oggetto di desiderio più apprezzato dall’italiano medio ma è un dispergiativo gergale per indicare, appunto, la moscezza propria del fighettume americano e, aggiungeremmo noi, globale.

Il grande merito dei Qotsa, musicalmente parlando, è di aver saputo inventare una nuova grammatica per il rock del terzo millennio, filtrando buona parte della sua storia, dal punk hardcore americano (Black Flag su tutti), all’ heavy rock più psichedelico dei primi ’70 (Black Sabbath e Hawkwind), passando per il kraut-rock, gli Stooges, i Kinks e il grunge attraverso un’ottica particolarissima e innovativa pur rimanendo ancorati saldamente nel rock’n’roll, quello con le scale pentatoniche, i quattro strumenti base e tutto il resto, per intenderci. Continua a leggere

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Intervista con l’idoneo

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Mercoledì 13 novembre 2013 è stata occupata l’Ala C della Casa dello Studente di via De Lollis, adiacente alla Città Universitaria. Bloom è andato ad intervistare una studentessa che partecipa all’occupazione.

Chi siete?

Mi chiamo Grazia, sono una studentessa iscritta all’ultimo anno magistrale di Filosofia e sono una delle occupanti dell’Ala C dello studentato A. Ruberti in Via Cesare De Lollis 20. Gli occupanti di quest’Ala sono tutte studentesse e studenti che hanno deciso di riappropriarsi di uno spazio in conseguenza ai problemi riscontrati per anni con l’ente Laziodisu.

Perché avete occupato?

Abbiamo occupato per rivendicare alcuni diritti che lo studente oggi si vede togliere. La questione dei posti alloggio e del diritto allo studio è molto complessa: quest’anno ci sono circa 900 studenti “Idonei non vincitori”, ovvero studenti meritevoli e privi di mezzi che si trovano senza un alloggio e che sono quindi costretti a interrompere o rallentare il loro percorso di studi per tornare nei loro luoghi di residenza, non potendo permettersi un affitto. Questo nonostante ci siano molti studentati vuoti, oltre a questo, come Mandrione (88 posti) e Civis (222). Parte di questi alloggi vengono addirittura messi in affitto da Laziodisu a studenti laureandi o agli stessi idonei non vincitori a prezzi di mercato. Inoltre ci sono residenze universitarie locate fuori dal raccordo, lontane dai luoghi didattici, e lo studente che si vede assegnato un posto in queste residenze (ad esempio a Ponte di Nona) affronta quotidianamente una serie di difficoltà notevoli tra cui la più importante è quella della mobilità.
La nostra occupazione, quindi, ha lo scopo di sensibilizzare e smuovere una situazione di disagio che vede coinvolti molti studenti, per arrivare alla creazione di un diritto allo studio effettivo e accessibile a tutti. Per questo, constatando l’indisponibilità di Laziodisu a recepire le nostre istanze, stiamo assegnando da soli le stanze a quegli studenti Idonei non vincitori che hanno diritto ad un alloggio.

Perché questo posto? In che condizioni avete trovato lo stabile? 

Questo edificio, che conta 110 posti, è stato inserito nel bando Laziodisu 2013 e doveva essere aperto entro il primo trimestre del 2013. I posti però non sono mai stati assegnati nonostante le condizioni dello stabile siano perfette. Manca solo il mobilio e Laziodisu si difende dicendoci che non esiste ancora una gara d’appalto per l’arredo, lasciando intanto, centinaia di studenti senza un posto dove andare. Non è stata aperta nemmeno un ulteriore ala di Casalbertone (anch’essa inserita nel bando di quest’anno) che conta circa una sessantina di posti. Continua a leggere

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