Autoformazione

L’autoformazione vuole contrapporsi allo smantellamento dell’università riformata, al suo progressivo definanziamento, alla dequalificazione dei saperi, piegati a logiche di mercato che selezionano le discipline in base al loro interesse economico.
Mettendo in campo dispositivi di elaborazione comune (quali seminari, letture in comune, tavole rotonde) si vuole rendere il sapere non qualcosa di scisso dalla realtà, rinchiuso tra le mura dell’accademia, ma un qualcosa di vivo, che sia un tutt’uno con la realtà, in grado di intrecciarvisi continuamente per aiutare a coglierne la complessità e a comprendere le trasformazioni che la attraversano.
All’interno delle facoltà universitarie, l’autoformazione è riappropriazione diretta di tempi e di spazi di studio, rottura con il sistema dei crediti che ingabbia il sapere quantificandolo in ore di lezione e pagine da studiare.
Vuole delineare un sapere che sia eccedenza, che scardini le gabbie che gli si impongono, che costruisca nuove traiettorie, linee di fuga che configurino orizzonti di possibilità per la pratica trasformatrice del presente.

Il seminario di autoformazione interfacoltà di quest’anno, dal titolo “Global University. Nuovi orizzonti di ricerca e formazione tra sapere e potere”, parte dall’esigenza di analizzare i cambiamenti che hanno investito l’università contemporanea a partire dalla crisi economica globale e la conseguente nuova gerarchizzazione dei saperi in base a criteri di utilità ed efficienza.

In questa prospettiva, partiremo dalla contestualizzazione storica ed economica della crisi finanziaria, per poi indagare i nuovi meccanismi di governance che determinano la gestione delle risorse all’interno delle università tramite sistemi di esclusione che vengono giustificati come strumenti “neutri” di valutazione e criteri “oggettivi” di merito.

A seguito dell’analisi di queste trasformazioni e ripercorrendo i passaggi più importanti che hanno portato alla ristrutturazione dell’università di massa, confronteremo i sistemi di riorganizzazione delle discipline nei maggiori atenei d’Europa e i diversi modelli di welfare dei vari stati europei, prestando particolare attenzione ai mutamenti avvenuti nel rapporto tra formazione e mercato del lavoro e ai conseguenti movimenti migratori che le nuove generazioni mettono in atto all’interno del territorio dell’UE.

Con questo vogliamo inaugurare nuovi sentieri di ricerca e di analisi del presente, allo scopo di portare in luce le contraddizioni del sistema neoliberista di produzione e riproduzione dei saperi e rispondere a questa domanda fondamentale: è possibile costruire strumenti che portino ad un’emancipazione dei percorsi di ricerca dalle esigenze delle lobbies finanziarie e alla riappropriazione dei tempi di vita da parte delle “generazioni precarie”?

Materiali:

Il governo dell’uomo indebitato, Maurizio Lazzarato

Aut Aut n. 360, Critica della cultura della valutazione

La nuova ragione del mondo, Pierre Dardot, Christian Laval cap 12- 13

Valutare e punire, Valeria Pinto

La parola universitaria, Pierre Macherey

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