Intervista con l’idoneo

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Mercoledì 13 novembre 2013 è stata occupata l’Ala C della Casa dello Studente di via De Lollis, adiacente alla Città Universitaria. Bloom è andato ad intervistare una studentessa che partecipa all’occupazione.

Chi siete?

Mi chiamo Grazia, sono una studentessa iscritta all’ultimo anno magistrale di Filosofia e sono una delle occupanti dell’Ala C dello studentato A. Ruberti in Via Cesare De Lollis 20. Gli occupanti di quest’Ala sono tutte studentesse e studenti che hanno deciso di riappropriarsi di uno spazio in conseguenza ai problemi riscontrati per anni con l’ente Laziodisu.

Perché avete occupato?

Abbiamo occupato per rivendicare alcuni diritti che lo studente oggi si vede togliere. La questione dei posti alloggio e del diritto allo studio è molto complessa: quest’anno ci sono circa 900 studenti “Idonei non vincitori”, ovvero studenti meritevoli e privi di mezzi che si trovano senza un alloggio e che sono quindi costretti a interrompere o rallentare il loro percorso di studi per tornare nei loro luoghi di residenza, non potendo permettersi un affitto. Questo nonostante ci siano molti studentati vuoti, oltre a questo, come Mandrione (88 posti) e Civis (222). Parte di questi alloggi vengono addirittura messi in affitto da Laziodisu a studenti laureandi o agli stessi idonei non vincitori a prezzi di mercato. Inoltre ci sono residenze universitarie locate fuori dal raccordo, lontane dai luoghi didattici, e lo studente che si vede assegnato un posto in queste residenze (ad esempio a Ponte di Nona) affronta quotidianamente una serie di difficoltà notevoli tra cui la più importante è quella della mobilità.
La nostra occupazione, quindi, ha lo scopo di sensibilizzare e smuovere una situazione di disagio che vede coinvolti molti studenti, per arrivare alla creazione di un diritto allo studio effettivo e accessibile a tutti. Per questo, constatando l’indisponibilità di Laziodisu a recepire le nostre istanze, stiamo assegnando da soli le stanze a quegli studenti Idonei non vincitori che hanno diritto ad un alloggio.

Perché questo posto? In che condizioni avete trovato lo stabile? 

Questo edificio, che conta 110 posti, è stato inserito nel bando Laziodisu 2013 e doveva essere aperto entro il primo trimestre del 2013. I posti però non sono mai stati assegnati nonostante le condizioni dello stabile siano perfette. Manca solo il mobilio e Laziodisu si difende dicendoci che non esiste ancora una gara d’appalto per l’arredo, lasciando intanto, centinaia di studenti senza un posto dove andare. Non è stata aperta nemmeno un ulteriore ala di Casalbertone (anch’essa inserita nel bando di quest’anno) che conta circa una sessantina di posti.Vi serve qualcosa?

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Stiamo cercando di arredare noi questo posto, magari con mobilio usato, regalato. Ogni studente sta portando qualcosa rispetto alle proprie possibilità. In effetti, i problemi maggiori ce li ha creati la stessa Laziodisu: qualche giorno fa (venerdì 15 novembre) ci siamo trovati senza i servizi minimi di acqua e luce, nonostante ci fossero al nostro ingresso nello stabile. Abbiamo incontrato i dirigenti di Laziodisu chiedendo un chiarimento rispetto alla situazione e il ripristino immediato di questi servizi essenziali. Non ci sono stati nè chiarimenti né aiuti e dunque ce le siamo riallacciati da soli.

Come vi siete organizzati in questi giorni?

Questi giorni sono stati molto intensi: abbiamo pulito l’edificio, abbiamo iniziato ad assegnare le stanze, abbiamo dato voce ai nostri problemi in numerose e partecipate assemblee, dove sono state proposte molte attività. Già nei primissimi giorni di occupazione sono stati aperti un’aula studio ed uno sportello informativo sul diritto allo studio. A breve partirà anche un cineforum.

Cosa chiedete a Laziodisu e alla Regione?

Vorrei chiarire che il fine e l’obiettivo di questa occupazione non vuole essere assolutamente di intralcio alle eventuali soluzioni concrete che mirano a migliorare la condizione dello studente. Noi stiamo dando un posto agli studenti idonei non vincitori, ci aspettiamo uno sblocco dei questi posti e vogliamo che vengano aperte le altre residenze. La figura dell’idoneo non vincitore non dovrebbe più esistere, è una figura paradossale perché se uno studente è meritevole e privo di mezzi dovrebbe risultare necessariamente vincitore di un posto alloggio e non solo idoneo.

Avete ricevuto delle risposte rassicuranti?

Assolutamente no. Il commissario straordinario di Laziodisu, Prof. Carmelo Ursino, che è venuto ad incontrarci il primo giorno di occupazione, oltre ad aver proferito parole estremamente gravi sul diritto allo studio, che sarebbe non un diritto assoluto, ma un servizio legato alla contingenza e alla disponibilità economica della Regione, ha anche detto che l’Ala C non potrà essere aperta prima di un anno, e se gli studenti non hanno dove andare e devono rinunciare a studiare a Roma beh, tanto peggio per loro.

E quindi?

E quindi, visto che i posti ci stanno, ma non ce li danno, noi ce li riprendiamo, e non li lasceremo finchè non sarà assicurato ad ogni studente e studentessa l’alloggio che gli spetta di diritto.

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